Siamo stati abituati a dare un significato negativo, di rottura, di stravolgimento alla parola cambiamento.
Abbandoniamo per il momento tutto ciò che sappiamo su questa parola.

Il cambiamento è miglioramento, una farfalla è frutto di un cambiamento.

Il cambiamento è scoprire in noi forze e risorse che non sapevamo di avere seguendo le nostre passioni. Non è mai troppo tardi. Non c’è un’età giusta per iniziare qualche cosa di nuovo che vibri con la nostra anima.

Quando ho iniziato a fare il primo corso di sub avevo 20 anni e lo stavo facendo perché stavo seguendo l’idea di come mi avrebbe fatto sentire dopo. Avevo un’ immagine di come sarebbe cambiata la mia vita dopo quel corso. Volevo far parte di quel mondo che sembrava lontano da me, irraggiungibile e affascinante. Come poteva una ragazza di montagna trovarsi a suo agio in mare? Eppure seguendo quell’idea, ho continuato scoprendo che non solo ero a mio agio ma che quella sarebbe diventata una delle mie passioni più forti.

Ho ricominciato a praticare karate all’età di trent’anni. Facevo un lavoro molto impegnativo dal punto di vista fisico e di orari. Viaggiavo molto e da sola. Avevo ogni scusa plausibile per non ricominciare gli allenamenti. Eppure avevo una passione: il karate. Volevo ricominciare. Volevo sentirmi più forte fisicamente e più sicura come persona. Impare le tecniche anche quelle più difficili per me significava sfidarmi, andare oltre quello che pensavo fosse impossibile. Mi immaginavo di camminare per strada
sicura di me proprio perché avevo imparato qualcosa di difficile. L’obiettivo era stare bene, essere forte. Ho continuato nonostante la fatica e le difficoltà perché sapevo che mi avrebbe migliorato il fisico e la mente.

In età matura mi sono appassionata alla corsa amatoriale. All’inizio lo trovavo un modo per caricarmi di energia, correvo ascoltando musica, liberavo la mente, sudavo, faticavo e da tutto questo saltavano fuori nuovi progetti e idee. Riuscendo di volta in volta ad aumentare la distanza ho iniziato a partecipare a gare amatoriali di 5, 10, e poi 21km. Non mi importava della competizione volevo solo vedere come mi sarei comportata con le distanze e se fossi riuscita ad arrivare in fondo. Dosando bene le energie e divertendomi arrivai a correre tranquillamente i 21 km, quindi puntai alla maratona, era una distanza lunghissima, 42,195km ed ero curiosa di sapere come sarei comportata. Mi allenavo duramente e nonostante i viaggi di lavoro, i fusi orari e la stanchezza correvo ovunque. Ero sicura di farcela. Il giorno della gara a 15km dalla fine, il muro!

Uno strapiombo di difficoltà molto noto ai maratoneti, dove le gambe non vogliono più muoversi ed in più il mio ginocchio in quel momento urlava dal male. Non mi fermai e la grande sorpresa fu che l’idea di fermarmi non mi era passata nemmeno per la testa!

Scoprirsi, provarsi, fare di tutto per farcela ci cambia dentro e questo cambiamento è positivo, ogni nuova esperienza ci cambia rendendoci più forti.


Quando è l’ultima volta che ci siamo sentiti entusiasti per qualcosa?

E se iniziassimo a seguire con passione tutte quelle cose che ci fanno sentire così?

Non saremmo maggiormente in sintonia con noi stessi e di conseguenza con gli altri?


Ecco che la parola cambiamento inizia ad avere un’altro significato, quello di evoluzione, inclusione, condivisione, gioia, vita!

Monica Costa