La paura è una semplice emozione atavica e naturale che attiva reazioni chimiche all’interno del nostro corpo e scatena azioni atte a salvarci la pelle in momenti di grande difficoltà.

Alcune paure sono innate, ovvero registrate nel nostro dna e servono proprio a preservarci da problemi semplici e pratici quali: cadere da un dirupo, affogare, diventare il pasto di un animale, ustionarci, eccetera.

È anche grazie alla paura che la nostra razza non si è ancora estinta! Purtroppo però le paure innate possono venire amplificate dall’educazione, dalla famiglia, da fatti a cui abbiamo assistito o che ci sono stati raccontati, ma non solo, a queste paure innate e amplificate se ne aggiungono altre, ovvero le paure create dalla nostra mente sempre troppo pensante, la paura del futuro, della povertà, delle malattie, della morte e così viviamo quotidianamente nella paura pur essendone inconsapevoli e tutte le nostre azioni vengono continuamente elaborate sulla base di calcoli matematici e paure reali o create da noi, non permettendoci di esprimere tutte le nostre potenzialità, limitando le nostre esperienze e non permettendoci di incrementare la nostra capacità di apprendimento e di risposta.

La paura è per sua natura un’emozione sgradevole, e noi umani tendiamo ad evitare tutto ciò che ci è sgradevole, non lo facciamo apposta, siamo proprio fatti così, il nostro cervello ci dice: meglio un divano che un’ora di sport, meglio cinque medicine dalle mille controindicazioni che la paura di morire, meglio un lavoro che non ci piace piuttosto che la paura della povertà, meglio vivere segregati e senza libertà che ammalarsi di malattie terribili. Il nostro cervello, macchina eccezionale, per farci risparmiare energie e per conservarci sceglie sempre la parte più facile per noi.

Personalmente ho deciso già in giovane età di affrontare le mie paure, attenzione non ho detto di eliminare le mie paure, se le avessi eliminate non sarei qui a scrivere ma due metri sotto terra a parlare con i vermi. Sono partito dalla mia paura più grande, quella del vuoto e mi sono iscritto ad un corso di paracadutismo, poi ho continuato con la paura del confronto e della rabbia ricominciando con il Karate e poi ancora con quella della profondità, del soffocamento e del buio ricominciando ad immergermi.

Per fare queste attività ho dovuto imparare cose nuove, modellare il mio corpo ed i miei muscoli perchè fossero in grado di agire diversamente dal solito, ma soprattutto ho dovuto imparare a conoscere profondamente la mia paura, farla diventare un’amica preziosa. Dopo trent’anni di addestramenti, allenamenti, studio, divertimento, io e la mia paura abbiamo fatto un patto, io la ascolto e la lascio esistere a condizione che lei non tenti mai di prendere il sopravvento, facendomi divertire, emozionare e godere di cose uniche.

Sono passati trent’anni dalla prima volta che ho deciso di mettermi alla prova e le mie paure ci sono ancora! E allora, perchè tutto questo sbattersi, imparare cose nuove, faticare, sforzarsi per far tacere quella voce interna che ti dice: “oggi non andare a volare, il vento è un po’ teso…” oppure: “non andare a fare quella gara di kumite, quel dolorino al ginocchio potrebbe peggiorare…” oppure: “guarda com’è mosso il mare, non sarà una bella immersione…”, se poi alla fine sono ancora qui a fare i conti con le mie paure?

Perchè ho seguito i miei sogni di bambino, anche se avevo una paura fottuta! Mi sono ispirato ai Samurai, a Charles Lindbergh, a Patrick de Gayardon, a Jacques Cousteau, a Neil Armstrong, ai libri di avventure e a tutti quei personaggi che ammiravo per il loro coraggio,per le loro azioni, per il loro essere uomini e donne pronti a sfidare la sorte per la loro passione ed i loro ideali.

Questi per me erano SUPER EROI, ed io volevo diventare un super eroe.

Purtroppo non ce l’ho fatta ma sono molto soddisfatto e felice di aver faticato ed investito tanto tempo per controllare le mie paure e vivere esperienze che mi hanno fatto diventare quello che sono, un uomo felice e sereno.

No, non si tratta di controllo, il controllo è rigidità e la rigidità è assolutamente negativa in ogni ambito, il Maestro Funakoshi esprime molto bene questo concetto “Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto; muoviti e asseconda il tuo avversario“, per affrontare la vita e tutto ciò che ci fa paura serve elasticità, mente aperta, pazienza e tanta, tantissima umiltà e voglia di migliorare!

Non provarci è un vero peccato.

Diego Carcassi.