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Libera Energia Valle d'Aosta

Autore

a.s.d. Libera Energia

La nostra associazione sportiva si occupa di Karate shotokan, Subacquea e Volo, corsi per principianti, tecnici sportivi, allenatori, istruttori e maestri, certificati e diplomi nazionali e riconosciuti dal CONI.

Il cambiamento

Siamo stati abituati a dare un significato negativo, di rottura, di stravolgimento alla parola cambiamento.
Abbandoniamo per il momento tutto ciò che sappiamo su questa parola.

Il cambiamento è miglioramento, una farfalla è frutto di un cambiamento.

Il cambiamento è scoprire in noi forze e risorse che non sapevamo di avere seguendo le nostre passioni. Non è mai troppo tardi. Non c’è un’età giusta per iniziare qualche cosa di nuovo che vibri con la nostra anima.

Quando ho iniziato a fare il primo corso di sub avevo 20 anni e lo stavo facendo perché stavo seguendo l’idea di come mi avrebbe fatto sentire dopo. Avevo un’ immagine di come sarebbe cambiata la mia vita dopo quel corso. Volevo far parte di quel mondo che sembrava lontano da me, irraggiungibile e affascinante. Come poteva una ragazza di montagna trovarsi a suo agio in mare? Eppure seguendo quell’idea, ho continuato scoprendo che non solo ero a mio agio ma che quella sarebbe diventata una delle mie passioni più forti.

Ho ricominciato a praticare karate all’età di trent’anni. Facevo un lavoro molto impegnativo dal punto di vista fisico e di orari. Viaggiavo molto e da sola. Avevo ogni scusa plausibile per non ricominciare gli allenamenti. Eppure avevo una passione: il karate. Volevo ricominciare. Volevo sentirmi più forte fisicamente e più sicura come persona. Impare le tecniche anche quelle più difficili per me significava sfidarmi, andare oltre quello che pensavo fosse impossibile. Mi immaginavo di camminare per strada
sicura di me proprio perché avevo imparato qualcosa di difficile. L’obiettivo era stare bene, essere forte. Ho continuato nonostante la fatica e le difficoltà perché sapevo che mi avrebbe migliorato il fisico e la mente.

In età matura mi sono appassionata alla corsa amatoriale. All’inizio lo trovavo un modo per caricarmi di energia, correvo ascoltando musica, liberavo la mente, sudavo, faticavo e da tutto questo saltavano fuori nuovi progetti e idee. Riuscendo di volta in volta ad aumentare la distanza ho iniziato a partecipare a gare amatoriali di 5, 10, e poi 21km. Non mi importava della competizione volevo solo vedere come mi sarei comportata con le distanze e se fossi riuscita ad arrivare in fondo. Dosando bene le energie e divertendomi arrivai a correre tranquillamente i 21 km, quindi puntai alla maratona, era una distanza lunghissima, 42,195km ed ero curiosa di sapere come sarei comportata. Mi allenavo duramente e nonostante i viaggi di lavoro, i fusi orari e la stanchezza correvo ovunque. Ero sicura di farcela. Il giorno della gara a 15km dalla fine, il muro!

Uno strapiombo di difficoltà molto noto ai maratoneti, dove le gambe non vogliono più muoversi ed in più il mio ginocchio in quel momento urlava dal male. Non mi fermai e la grande sorpresa fu che l’idea di fermarmi non mi era passata nemmeno per la testa!

Scoprirsi, provarsi, fare di tutto per farcela ci cambia dentro e questo cambiamento è positivo, ogni nuova esperienza ci cambia rendendoci più forti.


Quando è l’ultima volta che ci siamo sentiti entusiasti per qualcosa?

E se iniziassimo a seguire con passione tutte quelle cose che ci fanno sentire così?

Non saremmo maggiormente in sintonia con noi stessi e di conseguenza con gli altri?


Ecco che la parola cambiamento inizia ad avere un’altro significato, quello di evoluzione, inclusione, condivisione, gioia, vita!

Monica Costa

Vincere la paura

La paura è una semplice emozione atavica e naturale che attiva reazioni chimiche all’interno del nostro corpo e scatena azioni atte a salvarci la pelle in momenti di grande difficoltà.

Alcune paure sono innate, ovvero registrate nel nostro dna e servono proprio a preservarci da problemi semplici e pratici quali: cadere da un dirupo, affogare, diventare il pasto di un animale, ustionarci, eccetera.

È anche grazie alla paura che la nostra razza non si è ancora estinta! Purtroppo però le paure innate possono venire amplificate dall’educazione, dalla famiglia, da fatti a cui abbiamo assistito o che ci sono stati raccontati, ma non solo, a queste paure innate e amplificate se ne aggiungono altre, ovvero le paure create dalla nostra mente sempre troppo pensante, la paura del futuro, della povertà, delle malattie, della morte e così viviamo quotidianamente nella paura pur essendone inconsapevoli e tutte le nostre azioni vengono continuamente elaborate sulla base di calcoli matematici e paure reali o create da noi, non permettendoci di esprimere tutte le nostre potenzialità, limitando le nostre esperienze e non permettendoci di incrementare la nostra capacità di apprendimento e di risposta.

La paura è per sua natura un’emozione sgradevole, e noi umani tendiamo ad evitare tutto ciò che ci è sgradevole, non lo facciamo apposta, siamo proprio fatti così, il nostro cervello ci dice: meglio un divano che un’ora di sport, meglio cinque medicine dalle mille controindicazioni che la paura di morire, meglio un lavoro che non ci piace piuttosto che la paura della povertà, meglio vivere segregati e senza libertà che ammalarsi di malattie terribili. Il nostro cervello, macchina eccezionale, per farci risparmiare energie e per conservarci sceglie sempre la parte più facile per noi.

Personalmente ho deciso già in giovane età di affrontare le mie paure, attenzione non ho detto di eliminare le mie paure, se le avessi eliminate non sarei qui a scrivere ma due metri sotto terra a parlare con i vermi. Sono partito dalla mia paura più grande, quella del vuoto e mi sono iscritto ad un corso di paracadutismo, poi ho continuato con la paura del confronto e della rabbia ricominciando con il Karate e poi ancora con quella della profondità, del soffocamento e del buio ricominciando ad immergermi.

Per fare queste attività ho dovuto imparare cose nuove, modellare il mio corpo ed i miei muscoli perchè fossero in grado di agire diversamente dal solito, ma soprattutto ho dovuto imparare a conoscere profondamente la mia paura, farla diventare un’amica preziosa. Dopo trent’anni di addestramenti, allenamenti, studio, divertimento, io e la mia paura abbiamo fatto un patto, io la ascolto e la lascio esistere a condizione che lei non tenti mai di prendere il sopravvento, facendomi divertire, emozionare e godere di cose uniche.

Sono passati trent’anni dalla prima volta che ho deciso di mettermi alla prova e le mie paure ci sono ancora! E allora, perchè tutto questo sbattersi, imparare cose nuove, faticare, sforzarsi per far tacere quella voce interna che ti dice: “oggi non andare a volare, il vento è un po’ teso…” oppure: “non andare a fare quella gara di kumite, quel dolorino al ginocchio potrebbe peggiorare…” oppure: “guarda com’è mosso il mare, non sarà una bella immersione…”, se poi alla fine sono ancora qui a fare i conti con le mie paure?

Perchè ho seguito i miei sogni di bambino, anche se avevo una paura fottuta! Mi sono ispirato ai Samurai, a Charles Lindbergh, a Patrick de Gayardon, a Jacques Cousteau, a Neil Armstrong, ai libri di avventure e a tutti quei personaggi che ammiravo per il loro coraggio,per le loro azioni, per il loro essere uomini e donne pronti a sfidare la sorte per la loro passione ed i loro ideali.

Questi per me erano SUPER EROI, ed io volevo diventare un super eroe.

Purtroppo non ce l’ho fatta ma sono molto soddisfatto e felice di aver faticato ed investito tanto tempo per controllare le mie paure e vivere esperienze che mi hanno fatto diventare quello che sono, un uomo felice e sereno.

No, non si tratta di controllo, il controllo è rigidità e la rigidità è assolutamente negativa in ogni ambito, il Maestro Funakoshi esprime molto bene questo concetto “Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto; muoviti e asseconda il tuo avversario“, per affrontare la vita e tutto ciò che ci fa paura serve elasticità, mente aperta, pazienza e tanta, tantissima umiltà e voglia di migliorare!

Non provarci è un vero peccato.

Diego Carcassi.

I sogni

seguire i propri………. work in progress

Alla scoperta dei 7 mari!

Ci aspettano avventure entusiasmanti alla scoperta dei fondali marini e di altre culture.

Poter fare un corso sub è scoprire il mare, le sue creature, e le nostre capacità ma non solo, è anche fare nuove amicizie e quando si consegue un traguardo importante come quello di imparare ad immergersi si stringono dei rapporti speciali fra le persone che portano a voler viaggiare insieme per condividere le proprie emozioni.

Si creano dei gruppi uniti dalla passione per la scoperta e l’avventura.
Nel corso dell’anno organizziamo diversi viaggi avventura in Italia e all’estero.

Abbiamo una base sul Mar Rosso a Sharm El Sheikh dove ci aspettano acque calde e trasparenti, barriere coralline, pesci coloratissimi e panorami mozzafiato.

In Italia invece ci aspetta la bellissima Isola d’Elba che ci regala scenari sempre diversi.

Imparare ad immergersi

Il primo passo per iniziare ad immergersi inizia con il
Corso PADI OPEN WATER.
Il corso è aperto a partire dai 10 anni (i subacquei tra i 10 ed i 14 anni conseguono la certificazione Junior Open Water Diver).
Occorre essere in grado di nuotare e viene richiesta una visita medica specifica per le immersioni.


Il corso PADI in acque libere (Open Water Diver) è composto di tre parti: Sviluppo delle conoscenze, Immersioni in acque confinate e Immersioni in acque libere.
Lo Sviluppo delle conoscenze comprende i principi, i concetti e termini che devi conoscere per fare immersioni sicure e divertirti ed è basato sullo studio autonomo online un’opzione PADI eLearning con un impegno temporale di circa 8-15 ore. Attraverso cinque sessioni di sviluppo teorico grazie ad un sistema informatizzato che, attraverso un programma interattivo e facile da usare, permette di apprendere secondo i propri ritmi sempre sotto la supervisione ed assistenza dell’istruttore PADI.


Durante le Immersioni in acque confinate, impari e metti in pratica le competenze subacquee in una piscina o in acque con condizioni simili.
Per completare l’addestramento, fai pratica, applichi e dimostri quanto hai appreso nel corso di quattro immersioni in acque libere al mare.
Come PADI Open Water Diver, sarai addestrato per una profondità massima di 18 metri/60 piedi,(dai 10-11 anni la profondità massima è 12 metri/40 piedi)e qualificato per fare immersioni in condizioni che siano uguali o migliori di quelle in cui sei stato addestrato. Sarà veramente l’inizio di una vita piena di avventure subacquee.
Corso PADI ADVANCED OPEN WATER: continuare l’esplorazione subacquea e acquisire nuove abilità.
Nel Corso avanzato sotto la guida dell’istruttore si continua l’apprendimento con cinque immersioni di specialità. Le due immersioni richieste dal programma sono la Deep (l’immersione profonda) e l’orientamento subacqueo.
Durante la Deep si impara a pianificare e a gestire gli effetti fisiologici e le problematiche delle immersioni più profonde. L’immersione di orientamento subacqueo affina le tue abilità di navigazione con la bussola e, grazie all’uso dei cicli di pinneggiata, dei riferimenti visivi e del tempo, ti aiuta a navigare meglio. Le rimanti tre immersioni sono a scelta del subacqueo che sceglierà in base alle sue passioni e interessi tra specialità come fotografia, controllo dell’assetto, identificazione dei pesci, esplorazione di relitti e molte altre ancora.


CORSO PADI RESCUE DIVER: Imparare a prevenire e gestire i problemi in acqua, diventare più sicuri delle proprie capacità e aiutare gli altri in caso di bisogno.
Dopo aver completato un corso Emergency First Response Primary and Secondary Care (RCP e Primo Soccorso) della durata di un giorno si inizia il corso PADI Rescue Diver. Attraverso l’apprendimento di una varietà di tecniche svolte a gestire piccole e grandi emergenze subacquee. Tramite lo sviluppo teorico ed esercizi di soccorso, si imparerano alcuni scenari di soccorso come riconoscere e gestire lo stress in altri subacquei, gestire le attrezzature per le emergenze, soccorrere un subacqueo in panico e soccorrere un subacqueo incosciente.

Scoprire la subacquea

Per iniziare a fare il primo respiro sott’acqua, esistono due programmi introduttivi che danno la possibilità di sperimentare l’immersione in tutta sicurezza sotto la cura e la supervisione di un professionista.

BUBBLEMAKER rivolto ai bambini a partire da 8 anni compiuti. Per partecipare, i bimbi devono trovarsi a proprio agio in acqua, ma non è richiesta alcuna precedente esperienza subacquea. È richiesta l’approvazione dei genitori. Il programma è divertente quanto suggerisce il suo nome: dà ai bambini l’opportunità di divertirsi a fare bolle in immersione sotto la supervisione diretta di un professionista PADI.Per respirare sott’acqua e nuotare in acqua bassa (max 2 metri), i bambini riceveranno una breve introduzione sull’uso dell’attrezzatura, come svuotare un erogatore e la maschera e una panoramica su cosa fare e non fare quando si respira sott’acqua. I bambini faranno pratica di quanto appreso divertendosi a seguire dei percorsi con appositi giocattoli subaquei. Al termine del programma della durata di un’ora, i bambini riceveranno un certificato e una decalcomania Bubblemaker.

DISCOVER SCUBA DIVING rivolto a ragazzi (a partire dai 10 anni) e agli adulti. Non è necessaria alcuna precedente esperienza di immersione, ma occorre essere in buona forma fisica. In questo programma introduttivo, sotto la diretta supervisione di un professionista PADI, si imparano le linee guida basilari sulla sicurezza, le abilità necessarie per immergersi, lo scopo e l’uso dell’attrezzatura, ed alcuni segnali di comunicazione. I partecipanti nuoteranno sott’acqua (max profondità 6 metri) praticando gli esercizi appresi come lo svuotamento e recupero dell’erogatore, svuotamento della maschera, tecniche di compensazione, gonfiaggio e sgonfiaggio del GAV come un vero sub. Nonostante non sia un corso con certificazione, il Discover Scuba Diving è un’introduzione veloce e semplice a ciò che ci vuole per esplorare il mondo sommerso.

Il karate per gli adulti

La maturità. L’adulto che si avvicina a un’arte marziale fa una scelta intelligente perché ha la possibilità di scoprire ciò che non conosce ancora di sé stesso: come riuscire a gestire al meglio il proprio corpo, come controllare nella fatica la propria respirazione e come rapportarsi con le persone più giovani anche sotto il profilo fisico-emozionale. Farà un karate a sua dimensione, imparerà a non disperdere le sue energie, si esprimerà più con la tecnica che con la potenza, ricercherà l’aspetto mentale e culturale.

L’allenamento non è soltanto fisico, ma anche mentale e spirituale ed offre benefici tali che nel tempo migliorano la vita di ogni giorno, aumentando il potere decisionale ed aiutando a controllare il peso, il livello di resistenza sviluppando un corpo forte, muscoloso e tonico.
Il karate sviluppa la capacità di agire sotto stress, aumenta la fiducia nelle proprie capacità, l’abilità di leadership e, soprattutto, la calma mentale.
La frequenza del dōjō permette di incontrare nuovi amici e godere di un’atmosfera positiva che contribuirà ad instaurare uno stato di benessere superiore.

Il Karate è un’arte marziale eccezionale per le donne. Si tratta di un’attività fisica completa in grado di tonificare tutti i gruppi muscolari e soprattutto gli addominali. Le specifiche sequenze di esercizi (calci, pugni, parate, posizioni di difesa e mantenimento di una certa postura) rinforzano l’organismo, rimodellano gli addominali (compresi quelli obliqui) rendono forti i dorsali, snelliscono gambe e braccia, alzano i glutei e rinforzano le articolazioni.

Il karate nasce come strumento di autodifesa, le tecniche apprese durante gli allenamenti, il confronto fisico ma controllato, lo studio delle strategie di combattimento e l’addestramento ad intuire con anticipo le mosse ed il pensiero dell’avversario, permettono di affrontare situazioni di potenziale pericolo nel modo migliore.

La sua pratica, nel tempo, porta ad aumentare la fiducia in se stessi e l’autostima, qualità fondamentali per vivere la vita con sicurezza al di fuori di ogni vittimismo. Il karate insegna a credere nelle proprie capacità e potenzialità. Attraverso la ripetizione di tecniche si lavora anche sulla sfera emotiva imparando a gestire paure e tensioni, scoprendo che la forza fisica non è il solo elemento necessario per difendersi.

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il Karate si pratica tutta la vita…
Il Karate è un mezzo, una via verso il miglioramento costante di sé. Non si finisce mai di imparare e quindi di progredire.

Il Karate per i ragazzi

L’età del cambiamento.

La disciplina allena e sviluppa forza, resistenza, elasticità muscolare, flessibilità e scioltezza articolare, coordinazione, abilità motoria e rapidità di reazione. Ma questa è solo la parte “visibile” del Karate-do, la nostra arte marziale aiuta i ragazzi a confrontarsi in modo consapevole con gli altri, ad imparare il rispetto, la puntualità e l’ordine. Quando si parla di bambini e ragazzi, il Sensei, è prima di tutto un educatore e il ruolo di un insegnante è quello di trasmettere sia aspetti tecnici, sia aspetti morali e la disciplina è proprio uno di questi. La pratica del karate permette ai ragazzi di evidenziare spirito d’iniziativa e decisione con cui condurre le azioni.

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Pur essendo una pratica individuale, nel Karate è fondamentale saper stare con gli altri, il Dojo diventa una sorta di famiglia, nella quale l’aiuto reciproco, il sostegno ai più piccoli e ai più deboli ed il rispetto di alcune semplici regole è parte fondamentale dell’ insegnamento. Nel Karate è inoltre indispensabile imparare la pazienza e la costanza, due qualità fondamentali della cultura giapponese, senza le quali è impossibile raggiungere obiettivi importanti. È per questo motivo che ai ragazzi viene richiesta puntualità, costanza negli allenamenti ed impegno nel superamento dei propri limiti.

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Il Karate per i bambini

L’età della scoperta dai 6 ai 7 anni.

Nel corso degli ultimi anni si è notevolmente abbassata l’età in cui i bambini si avvicinano allo sport. L’allenamento per bambini di questa età viene eseguito con metodiche diverse da quelle utilizzate normalmente per i ragazzi o per gli adulti.

La disciplina in questo caso diventa uno strumento al servizio della corretta crescita fisica ma soprattutto emotiva del bambino.
Ciò che viene tenuto in considerazione sono le peculiarità di ogni singolo bambino, i diversi tempi di sviluppo e di apprendimento e le diverse inclinazioni individuali. La prestazione sportiva o la corretta acquisizione delle posizioni e delle tecniche del karate in questo approccio rivestono una importanza secondaria.

Nel KARATE BABY si lavora con esercizi che aiutano il bambino ad acquisire la coordinazione, l’equilibrio ed il ritmo
Semplici esercizi svolti a coppie o in gruppo aiutano i bambini a migliorare la socializzazione ed a comprendere regole e ruoli, vincendo timidezze e migliorando la propria autostima.

Al compimento del settimo anno di età i bambini saranno pronti per iniziare il corso KARATE RAGAZZI che permetterà loro di crescere fisicamente e tecnicamente, portandoli a diventare dei veri karateka.

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